Il Natale è cambiato molto nella storia. Nate ben prima dell’“anno zero”, le celebrazioni di feste invernali che prevedevano banchetti e scambi di regali erano diffuse in tutto il mondo. Così, il 25 dicembre celebriamo l’unione di molte tradizioni differenti, in una festa che è in continua evoluzione. Quella che probabilmente è la maggiore trasformazione del Natale si deve alle tecnologie, soprattutto a partire dall’Ottocento. Anche se la tecnologia che più ha cambiato il Natale è l’invenzione di Internet, che ha inciso fortemente sul modo in cui compriamo regali e celebriamo questa festa, sono tantissime le invenzioni che hanno rivoluzionato questa festività.

L’albero di Natale e le decorazioni

L’albero di Natale ha origini antiche: si pensa che il primo sempreverde risalga al 1510, a Riga (Lettonia). Quello giunto fino a noi nasce in Germania, con il Tannebaum: un abete decorato con dolci, frutta, ornamenti fatti a mano… e candele, il che lo rendeva molto pericoloso. A diffonderlo in Europa fu il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della regina Vittoria, che introdusse in Inghilterra questo uso per via delle sue origini tedesche. A questo scopo si usavano anche altri alberi, come i ciliegi.

A partire dal Cinquecento fino al Novecento, con l’avvento della plastica, le decorazioni degli alberi di Natale erano prodotte prevalentemente in vetro: prima da artigiani, poi su scala industriale. Quanto alle luci, Thomas Edison è considerato l’inventore delle prime lucine di Natale. Il primo abete decorato con luci elettriche luminose (bianche, rosse e blu), fu quello del suo socio Edward Hibberd Johnson, nel 1882. Con il diffondersi dell’elettricità, le lampadine assunsero presto un ruolo essenziale nel Natale. Oggi sono molto usati anche i LED, inventati nel 1962.

Anche se ancora oggi è diffusa l’abitudine di utilizzare veri alberi da decorare, spesso si utilizzano alberi artificiali. Gli Stati Uniti d’America produssero il primo albero sintetico nel 1930 – usando gli stessi macchinari impiegati per realizzare spazzole per wc.

Le cartoline e gli auguri

Le telecomunicazioni e l’informatica hanno il ruolo più importante nell’evoluzione del Natale. Sono tutte invenzioni che hanno cambiato moltissimo il modo di approcciarsi agli auguri:

  • telegrafo e codice Morse (anni ‘30 dell’Ottocento);
  • telefono (1876);
  • radio (1894);
  • telefono cellulare (1973);
  • computer (1943);
  • internet (anni Sessanta);
  • personal computer (1981);
  • world wide web (1991).

Prima dell’Ottocento, si avevano solo le cartoline natalizie, realizzate a mano: decorate con fiori secchi, disegni e foglie e donati di persona ai destinatari. Spesso erano l’unico regalo che si riceveva. Con la produzione su larga scala, le cartoline iniziarono a essere prodotte su cartoncini più grandi e commercialmente; negli ultimi decenni, si sono avute anche le e-card e gli auguri tramite video e messaggi, che ormai possono anche essere inoltrati tali e quali con nessuna spesa e pochissimo investimento in termini di tempo. A partire dagli anni Duemila, talvolta ci si limita a un singolo post su un social network per raggiungere i conoscenti in un battito di ciglia.

I regali

Quando erano presenti, anche i… presenti erano realizzati a mano: erano capi d’abbigliamento oppure oggetti di legno, bambole e simili, oppure frutta e altro cibo prelibato. Erano infiocchettati, avvolti da stoffa o da carta velina.

All’inizio del Settecento, nelle industrie tessili britanniche apparvero le prime macchine per la produzione in serie; poi, nel 1785, James Watt sfruttò il motore a vapore in un cotonificio. A metà del XIX secolo si erano stabiliti i concetti di divisione del lavoro, manifattura supportata dalle macchine e assemblamento standardizzato. La rapida espansione dei nuovi trasporti contribuì a far crescere la produzione, fino a quella di massa nata agli inizi del Novecento.

Con la produzione in serie, tutti i costi dei regali vennero abbattuti, portando a una maggiore diffusione e diversificazione dei possibili doni e dei modi per incartarli. Poi, nel Ventesimo secolo nacque anche la carta da regalo. Uno degli aspetti più toccati dal rapporto tecnologia e Natale è l’acquisto dei regali, che oggi avviene in larga parte online e, grazie ai moderni trasporti, consente consegne in tempi rapidissimi. Questo ha portato ad ampliare ulteriormente la scelta dei possibili regali e ad abbattere i tempi di scelta e attesa dei doni.

Inoltre, spesso la tecnologia è essa stessa un regalo di Natale: dai gadget per lo smartphone all’ebook per lettori di libri elettronici, gran parte dei doni odierni è possibile grazie a innovazioni recenti.

La musica di Natale

Le canzoni di Natale sono nate a Roma, con una funzione liturgica, nel IV secolo, con Veni redemptor gentium del Vescovo Sant’Ambrogio. Nel medioevo si diffusero le prime carole di Natale, cantate da coristi che camminavano di casa in casa per diffondere questa musica celebrativa. Intorno al Settecento si diffusero anche i concerti di Natale suonati da grandi orchestre.

Con la radio, le canzoni natalizie poterono entrare direttamente nelle case. Poi, a partire dal XIX secolo si diffusero nuovi modi per fruire della musica:

  • i dischi in vinile (1948);
  • i compact disk (1982);
  • le musicassette e i walkman (anni Ottanta);
  • la musica liquida, cioè scaricabile e fruibile tramite Internet (1995);
  • lettori di musica digitale (2001).

Oggi, anche se ci sono comunque concerti natalizi, cori e diffusione di canzoni di Natale via radio, si sfrutta molto la riproduzione online. Le playlist consentono di diffondere l’atmosfera natalizia senza nemmeno dover cercare i brani. Inoltre, anche se sono celebri soprattutto brani realizzati nel Novecento, la musica è cambiata: con l’avvento degli strumenti di sintesi sonora, le canzoni sono spesso realizzate prevalentemente grazie a software.

Il cibo e i dolci di Natale

Nelle società povere, il Natale era il simbolo dell’abbondanza, l’occasione per banchettare. La Vigilia rappresentava un giorno di magro in vista del pranzo natalizio, in cui si sarebbero consumati tutti i prodotti più prelibati che si avevano a disposizione a seconda del luogo in cui ci si trovava. Tutti aspetti che non sono cambiati molto: anche il panettone, nato nel Quattrocento, e il pandoro, nato nell’Ottocento, sono ancora molto simili. A cambiare sono stati la diffusione di questi prodotti e il fatto che oggi sono raramente artigianali. Inoltre, si ha molta più opulenza.

L’impatto ambientale

Il Natale sta diventando una festa sempre più consumistica e sempre più diffusa, anche in paesi tradizionalmente non cristiani, come la Cina. Questo fa sì che sia diventata una celebrazione con un forte impatto ambientale:

  • il consumo alimentare aumenta dell’80% rispetto al resto dell’anno, sfociando in un grande spreco del cibo cucinato o comprato in eccesso;
  • si macinano centinaia di chilometri di viaggio per raggiungere i propri parenti;
  • si sprecano enormi quantità di plastica, tra incarti dei regali e addobbi;
  • si stima che siano 4 miliardi i regali indesiderati donati a ogni Natale.

Stare insieme

La rapida espansione delle ferrovie, della navigazione e delle strade che si ebbe a partire dall’Ottocento rese sempre più semplice e veloce raggiungere i propri cari per celebrare il Natale. Ma l’avvento di Internet ha reso possibile ricongiungersi dove prima sarebbe stato impossibile. Oggi, famiglie sparse in tutto il mondo si possono riunire per il Cenone di Natale, giocare, guardare film e ascoltare la musica insieme senza muovere un passo fuori casa.

Tecnologia e Natale: una ragazza con cappello natalizio in videocall

Tecnologia e Natale: i social network e le videochiamate hanno consentito di restare in contatto a Natale nonostante le distanze e i distanziamenti necessari per prevenire la COVID-19.

Come la tecnologia ha cambiato il Natale

A causa delle innovazioni, e soprattutto Internet, ci sono stati grandi sconvolgimenti del Natale. Gli addobbi e le modalità di festeggiarlo sono cambiati molto; la personalizzazione dei regali e degli auguri si è ridotta, ma abbiamo molto più tempo a disposizione e molte più possibilità di stare in contatto. Si sono andate a perdere alcune attività tradizionali, come l’ascolto della Messa, in favore di nuove attività, come la fruizione di film a distanza tutti insieme. Se prima occorrevano giorni per preparare i regali, viaggiare per raggiungere i parenti, cucinare e così via, oggi sono sufficienti pochi click per compiere acquisti e salutarsi vis-à-vis.

Cosa ci riserverà il futuro? È possibile immaginare festività popolate da robot che portano messaggi o alberi olografici. Forse potremo abbracciarci a distanza. È anche possibile che in futuro il Natale non si festeggi più, in favore di altre celebrazioni. Nel frattempo, buon Natale.

 

 


Jolanda Serena Pisano

Vivo per imparare e condividere: per questo amo divulgare. Dopo una laurea in Scienze Biologiche e una laurea magistrale in Etologia ho frequentato corsi per la comunicazione a tutto campo e mi sono iscritta al Master in Comunicazione della Scienza MaCSIS dell'Università Milano-Bicocca. Svolgo un tirocinio presso l'Istituto Mario Negri nell'ambito della ricerca sulla comunicazione sanitaria via social media e lavoro come divulgatrice freelance, collaborando con riviste di settore, DoveeComeMiCuro, BioPills e AAC Srl. Ma la comunicazione della scienza non mi basta mai, così nel tempo libero tengo un blog (Juke-box Scienza) e divulgo anche con le Bionaute.

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