Ha appena vinto l’Artificial Kidney Prize, dal valore di 650mila dollari, il prototipo del primo rene artificiale impiantabile funzionante. È iBAK, un dispositivo impiantabile di filtrazione del sangue realizzato dalla University of California, San Francisco (UCSF) che potrebbe salvare migliaia di vite umane.

Insufficienza renale e dialisi

I reni, organi a forma di fagiolo che si trovano dietro il fegato, ogni giorno filtrano circa 190 litri di sangue. In questo modo, regolano i volumi e la composizione dei liquidi del corpo, consentendo anche di espellere molte sostanze di scarto. L’efficienza di questi organi si può ridurre in seguito a traumi (urti) o malattie. L’inefficienza dei reni è detta insufficienza renale e, se si aggrava irreversibilmente (insufficienza renale terminale o uremia cronica), le sostanze di scarto iniziano ad accumularsi, intossicando l’organismo.

L’emodialisi, procedura di filtrazione del sangue, è il trattamento di elezione per filtrare il sangue al posto del rene non funzionante. Tuttavia, questa soluzione spesso risulta invalidante per chi vi si deve sottoporre, poiché può risultare dolorosa e riduce la mobilità. Si ricorre quindi al trapianto di rene. Ma vi sono diversi problemi:

  • di compatibilità. I reni del donatore devono superare 3 test di compatibilità per ridurre la possibilità che si verifichi il rigetto, cioè una risposta del sistema immunitario del ricevente che cerca di eliminare l’organo in quanto lo percepisce come estraneo.
  • Di disponibilità di organi. I reni possono essere donati sia da persone decedute sia da viventi in ottime condizioni di salute, perché si può vivere una vita normale con un rene solo. Però la domanda dell’organo supera l’offerta.
  • Di salute della persona. Il paziente che dovrà essere sottoposto al trapianto non può essere fortemente debilitato, in quanto deve poter resistere all’operazione e, successivamente, assumere immunosoppressori (che servono a evitare il rigetto dell’organo).

Il primo rene artificiale impiantabile

iBAK (Implantable Bio-Artificial Kidney, rene impiantabile bioartificiale) è una tecnologia che può essere inserita nell’addome della persona al posto di un rene naturale. Oltre a un filtro in silicone, che consente di rimuovere le sostanze tossiche dal sangue, realizza altre funzioni del rene in quanto contiene anche alcune cellule renali. Queste si trovano all’interno di un bioreattore, struttura che le protegge dal sistema immunitario della persona, evitando il rigetto.

Il prototipo filtra efficacemente il sangue in test pre-clinici, funzionando con la sola pressione del sangue, e sarà implementato con l’aggiunta di altre cellule renali e ulteriori filtri in silicone. Ora questa promettente tecnologia entrerà in trial clinici, testata su pazienti per essere messa alla prova prima dell’approvazione degli enti regolatori.

 

 

 


Jolanda Serena Pisano

Vivo per imparare e condividere: per questo amo divulgare. Dopo una laurea in Scienze Biologiche e una laurea magistrale in Etologia ho frequentato corsi per la comunicazione a tutto campo e mi sono iscritta al Master in Comunicazione della Scienza MaCSIS dell'Università Milano-Bicocca. Svolgo un tirocinio presso l'Istituto Mario Negri nell'ambito della ricerca sulla comunicazione sanitaria via social media e lavoro come divulgatrice freelance, collaborando con riviste di settore, DoveeComeMiCuro, BioPills e AAC Srl. Ma la comunicazione della scienza non mi basta mai, così nel tempo libero tengo un blog (Juke-box Scienza) e divulgo anche con le Bionaute.

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